Questo era il grido.
Il grido di rivolta. Il grido Riot Girls.
Il grido che nella primavera del 1991 scosse l'America, un'America ancora tutto sommato puritana.
Migliaia di ragazze invasero Olympia, patria dell'Evergreen College che con il suo robusto programma di studi femministi fu la naturale piattaforma di lancio per un movimento punk al femminile.
Ma chi sono precisamente queste "Ragazze Arrabbiate"?
Ragazze sui 20 anni che principalmente provengono da varie scene underground e cercano di migliorare il posto in cui vivono. Ovviamente non a livello mondiale, ma iniziando dal loro stesso luogo d'origine. Una scena che ai loro occhi appare dominata dagli uomini e per mostrare di essere in grado di gestire una scena simile: formando band, zines, distro, etichette e gruppi di lavoro locali cercando di stabilire un posto nella scena secondo il loro punto di vista.
Il loro lavoro non si ferma al puro e semplice femminismo, ma con occhio critico si interessano ai diritti degli animali, gli abusi sessuali, i pregiudizi razziali, di classe, d'età e l'omofobia. Con la loro attività e creatività attirano sù di loro l'attenzione. Ovunque si leggono recensioni di concerti nei quali la carica elettrica è straordinaria: le ragazze instaurano una complicità tutta loro; cantano e fanno stagediving. Il movimento è talmente forte che in poco tempo si propaga come un fungo in tutta l'America: si formano band, zines, si scrivono manifesti, si organizzano incontri, progetti e dimostrazioni. Le giovani "femministe" di Olympia si definiscono con orgoglio GIRLS per celebrare l'identità femminile, poi con un'aggiunta di sfida si definiscono GRRRLS.
Essendo la loro una lotta sociale, da una parte furono punk, ma il loro modo di presentarsi non lo era del tutto. Adottano uno stile definito -Kinder Whore- che consiste nell'abinamento inusuale di gonne di pizzo e tulle con anfibi pesanti, nastri virginali con piercing sul viso, rossetto rosso e mani poco curate e così via. Il tutto, ovviamente, risulta in qualche modo pericoloso agli occhi dello spettatore medio. Tutto questo non è che una parodia di ciò che essere dovebbero essere (ragazzine per bene),ma non sono (avendo passato una vita difficile anche se ancora molto giovani) e, probabilmente non saranno mai (perchè porteranno sempre i segni della loro infanzia negata. E' comune anche tracciarsi a pennarello sù bracia e gambe parole come Whore, Slut o Bitch; in questo modo esagerano e si vantano di una condizione che le tiene emarginate. Anche parole come "RAPE" o "INCEST" vengono marchiate sulla pelle: sono sopprusi cui sono state vittime. Atti di denuncia questi che sono di impatto poichè mettono davanti agli occhi di tuti quello che di solito si tenta di nascondere per non rovinare l'immagine della bella America.
Avendo alzato un gran polverone fu inevitabile che i media si concentrassero sù di loro, ottenendo articoli e foto patinate sulle riviste per teenagers.
A causa del rifiuto delle maggiori esponenti del movimento a rilasciare interviste alla stampa ufficiale, i media iniziarono a distruggere tutto ciò che siera creato fino a quel momento. Scrissero di ragazze che odiavano a tal punto i ragazzi che arrivavano persino a picchiarli perchè volevano essere come loro. Percui il risultato fu che il movimento si basava sul'odio sfrenato verso l'uomo, dimenticando che l'amore reciproco fra donne non necessita per forza di un odio verso il genere maschile. Scrissero anche che le così dette RiotGrrrls erano troie selvagge proprio per lo stile così strano.
Non avevano capito nulla.
E da qui il tragico epilogo: Riot Girl Is Dead. In poco tempo le band si sciolsero e uomini d'affari, fiutando la possibilità d'arricchimento, sfornarono la deformanta interpretazione di "Girl Power" e "lo stile ragazzina".
Anche se i media distrussero tutto, le Riot Girls avevano grandi ideali. Il loro programma è tanto ricco quanto pieno di contraddizioni. Sono infatti pro-aborto, pro-matrimonio o comunque monogamia, pro-lesbismo, sono a favore del sesso e sono contro le femministe più esterme. Anche se così non sembra, la loro relazione con le vecchie femministe è nulla. Loro sono ragazze intorno ai 20 anni e non donne. E a differenza delle femministe convinte, le rrragazze non stanno difendendo la loro indipendenza, ma la loro dignità. Le ragazze sono stanche di doversi prostituire per ottenre favori ed essere molestate per strada. Spesso le femministe sono ridicolizzate: c'è anche un risvolto buffo... Toby Vail delle Bikini Kill coniò il termine GRRRL come parodia di una fanzine di femministe che si facevano chiamare Womyn. Famoso fù l'episodio nel quale scandalizzarono quest'ultime ad una marcia in favore dell'aborto. Mentre le femministe recitavano i loro pedanti slogan, le rrragazze iniziarono a strillare come ossesse e a fare baccano con ogni sota di oggetto: è il loro modo di farsi sentire.
La loro giovane età le porta a non sapere ancora nulla della famiglia, del mondo del lavoro ecc.. Sanno solo quello che concerne la loro età, appunto; abbastanza da voler formare una "girl culture". In ogni modo, il significat del movimento va cercato nelle parole di un manifesto scritto da una Grrrl che fu davvero importante: Kathleen Hanna (Classe '68).
"Perchè non vogliamo assolutamente cadere sotto il peso delle asserzioni che ci reputano delle reazionarie"; "Perchè sappiamo che la vita è molto più della sopravvivenza fisica e siamo manifestamonte consce che l'idea del <si può fare di tutto>del punk rock sia cruciale per l'imminente rivoluzione del rock delle ragazze arrabbiate che vuole salvare le vite psichiche di donneragazze ovunque, secondo le loro condizioni, non le nostre"; e ancora "Perchè siamo arrabbiate conla società che ci dice RAGAZZE=MUTE, RAGAZZE=STUPIDE, RAGAZZE=DEBOLI". Il manifesto, in generale, predica l'aiuto reciproco a sopravvivere in una società in cui le donne sono penalizzatella nascita in un mondo in cui si sentono indifese ed abbandonate. In particolare le donne devono parlare degli abusi che hanno subito, devono confessare apertamente le proprie pene, così diventando più forti e possano necessitare sempre meno della protezione maschile.
Per diffondere il loro verbo utilizzano mezzi di piccola scala e bassa tecnologia come progetti d'arte, di cinema ed incontri settimanali e, forse il metodo più contemplato e semplice, le fanzine. Questa sorta di piccola rivista consiste nello scrivere articoli per esprimere apertamente ogni tipo di pensiero. Per alcune era un modo per trovare consorelle musiciste, per altre forniva un canale per rispondere al conservatorismo degli Stati Uniti con progetti artistici, guerriglieri e mezzi comuni, per altre ancora offriva uno spazio sicuro nel quale elaborare esperienze di stupro o di violenza. Insomma funziona come una specie di lavagna sulle quali le ragazze raccontavano le proprie esperienze e i propri pensieri sù ogni tipo di argomento. E' uno spazio segreto ed intimo, proprio per gli argomenti trattati, che gli uomini non possono penetrare. Molto comune era raccontare episodi dettagliati di stupro come se replicandolo all'infinito, in qualche modo, il dolore si potesse attenuare ogni volta che veniva riletto il racconto. Si leggeva di violenze subite dal padre, di quando il loro ragazzo le aveva picchiate. Viene spesso paragonato al metodo adottato nelle scuole americane: le ragazze scrivono il nome del loro violentatore così da mettere in guardia le altre. La loro è stata ribattezzata anche "Rape Culture".
Tra le prime a diffondere un network per ragazze che suonano o pubblicano fanzine, vi erano due elementi delle Bratmobile, Molly Newman e Allison Wolf, con la cantante dei Mecca Normal, Jean Smith. Le prime due sono ricordate per aver dato vita ad uno dei primi mezzi di comunicazione alternativo: la fanzine Girl Germs. A loro si uniscono Kathleen Hanna, Tobi Vail e Kathi e Kathi Wilcox... 3/4 delle Bikini Kill. Nasce così Riot Grrrl, fanzine settimale, e poi la Riot Girl & Press. In seguito nacquero altre fanzine. Un esempoi ne sono "My Super Secret" di Nikki McClure ancora all'EverGreen college di Olympia, "Action Teen" della quindicenne Erin Smith altro membro delle Bratmobile, "Chainsaw" di Donna delle Team Dreasch, "Hit Or Quit it" di Jessica Hopper una sedicenne che a 12 anni aveva già fondato un movimento a favore dell'aborto, "Jigsaw", "Sister Nobody", "Bikini Kill", "Fantastic Fanzine".
Le reddatrici erano ancora molto giovani, anche ben sotto i 20 anni. La distribuzione delle fanzine sù scala nazionale non sarebbe stata possibile senza sfruttare le infrastrutture preesistenti come le reti del punk e quelle dell'Hardcore Omosessuale (in particolare quelle di G.B. Jones, la lesbica di Toronto che diede vita al movimento nel 1985) che furono vitali.
Ci si doveva impadronire dei locali per una maggiore azione diretta ed anche il passaparola era importante. Con loro grande sorpresa, slogan come "Opponetevi alla parola che comincia per G [Gelosia] che uccide l'amore tra ragazze" e "Opponetevi Alla Morte Psichica" toccarono il cuore di miliaia di ragazze e di donne. Inoltre a favorire la diffusione delle "girlzine" fu anche la rivista per agazze "Sassy", diretta da Christina Kelly, nata ne l987, che, almeno all'inizio, parlava di qualcos'altro oltre al trucco e ai fidanzati. Si contrappose a riviste per adolescenti quali "Teen" e "Seventeen". Sassy accettava anche le "lipstick feminist" cioè le feeministe scomunicate a cui piace il sesso, ma non ne fa un argomento di discussione. Insomma, fu così che le fanzine e i gruppi cominciarono a ricevere tonnellate di posta.
Oltre che con materiale cartaceo si professava con la musica.Kathleen Hanna, stripper inun nightclub di Olympia, si pose alla guida del movimento "foxcore", il rock per complessi di solo ragazze. A coniare queste espressione per descrivere la classe 1990 fu Thurston Moore, ormai attempato attore dei Sonic Youth. Nel 1991, Slim Moon (Witchy Poo) fonda ad Olympia la Kill Rock Stars, label che promuoverà bands quali Bikini Kill, Bratmobile, Huggy Bear, Free Kitten (con Kim Gordon dei Sonic Youth, la sorella maggiore delle rivoltose), Tribe 8 e Team Dresch, fondatrici della Candy Ass Records, sono gruppi più rappresentativi lesbopunk o dike rock, autodefinendosi femministe separatiste e rappresentando l'ala più estrema del movimento. Le loro canzoni toccano temi quali l'essere lesbica nella società d'oggi, amore tra ragazze e i loro show, ai quali spesso accettano solo ragazze, finiscono di solito con uno striptease generale e l'arrivo della polizia. Un atteggiamento meno intollerante dimostrano gruppi come L7 (pur essendo famose per il lancio dei tampax sul pubblico), Babes In Toyland, Lunachicks, Red Aunts, Heavens To Betsy e le "Courtney Love" nome suggerito da Calvin Johnson della K Recods al gruppo fondato da Lois Maffeo. Infatti la Love in particolare è considerata la role model/ icona punk, nonchè santa patrona del movimento.


